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DUBBI E RIPENSAMENTI.
Non di rado, accade che coloro che si sono affidati alla chirurgia per modificare il proprio aspetto, nel tempo manifestano insoddisfazioni e perplessità, tanto da voler tornare sui propri passi. Ciò avviene soprattutto a quelle persone che hanno operato modifiche su se stessi per motivi esclusivamente estetici. Infatti, la nuova immagine acquisita in seguito all'operazione, può determinare una vera e propria crisi interiore, dovuta alla mancata corrispondenza tra l'immagine esteriore e quella interiore che ciascuno ha di se stesso. Ad esempio una rinoplastica, anche ben riuscita, che abbia comunque radicalmente modificato il viso e i suoi contorni, eliminando delle peculiarità mediante cui il soggetto è socialmente identificabile e a cui è da sempre avvezzo, può comportare un dubbio profondo, in quanto l'individuo non si 'riconosce' più. E' quanto può avvenire anche negli interventi al seno, la cui richiesta è in genere relativa a mode e tendenze di un periodo. Ad esempio, negli anni 70 e 80 il modello femminile è stato basato su una figura filiforme, androgina, poco prosperosa. Pertanto molte donne provvidero a ridurre di una taglia il proprio seno, laddove esso era abbondante. In seguito, però, con il ritorno in voga di una figura femminile prosperosa e rigogliosa, queste donne hanno nutrito ripensamenti rispetto al proprio fisico, che non rispondeva più alle tendenze di qualche anno prima. Anche l'applicazione di tatuaggi, specie quelli estesi su ampia superficie del corpo, e quelli legati ad una particolare esperienza di vita, può essere nel tempo rinnegata, dal momento che non risponde più alle successive fasi evolutive del soggetto e dunque non ci si riconosce più in certe immagini impresse sul corpo. Più difficili sono i ripensamenti nel caso di interventi operati a scopo di salute e benessere, oppure nel caso di situazione realmente lesive dell'immagine del soggetto, come nel caso di diradazione notevole della chioma, in persone che in tale parte del proprio aspetto si riconoscono. I ripensamenti sono prevedibili ed ovvi in caso di riuscita poco convincente dell'operazione. Ad esempio delle labbra, ritoccate in modo da assumere una forma molto lontana da quella preventivamente concordata col chirurgo, determinano perplessità seria, dato che il soggetto, non solo non si riconosce in questa parte del corpo, ma anche la considera oggettivamente poco piacevole e tanto più a sè estranea. Anche il caso di un seno mal riuscito o addirittura asimmetrico, determina malumore e rabbia. Piccoli interventi, come lifting, operazioni alle palpebre, acido ialuronico per leggera riduzione di piccole rughe, non comporta quasi mai ripensamenti, dal momento che l'immagine di sè, con cui il soggetto si propone socialmente e si riconosce intimamente, è solo lievemente modificato, e in caso di buona riuscita, è modificato in termini positivi e talora a tempo determinato.
Articolo redatto da Iole Caterino il 27/04/2011
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